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Endurista ucciso dal filo spinato: indagato un contadino

"Il terribile incidente è accaduto sabato 7 aprile a Pavullo, nel Modenese. La vittima era un appassionato endurista, padre di due figli"


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Marco Badiali, ingegnere di 48 anni, residente a Vignola, è morto dissanguato, a causa del filo spinato steso presumibilmente da un contadino della zona. Su questa ipotesi indaga la procura di Modena, che ha notificato all'agricoltore un avviso di garanzia per omicidio colposo.

Secondo alcuni testimoni, del filo spinato non c'era traccia il giorno precedente il passaggio dell'endurista, che stava raggiungendo con un gruppo di amici, appassionati motociclisti, una trattoria della zona. Secondo coloro che conoscevano Badiali è chiara la volontà di uccidere, considerata anche l'altezza del filo spinato, posto proprio all'altezza della testa del pilota.

Un toccante ricordo di Marco Badiali si trova sul sito brancolupi.com

Il comunicato stampa della Federazione Motociclistica Italiana

Condanniamo una morte assurda

Marco Badiali, 48 anni, sposato, padre di due figli piccoli, è morto sabato 7 aprile durante un giro in motocicletta nell’appennino modenese.
La morte dell’uomo è avvenuta per dissanguamento, dopo che aveva urtato in velocità, con il collo, un filo spinato steso tra due pali di ferro lungo un sentiero di montagna, ampiamente conosciuto e utilizzato da molte persone.

La Federazione Motociclistica Italiana è vicina alla famiglia Badiali, ai suoi amici, ai soci del Moto Club Brancolupi di Vignola (Modena), in questo tragico momento.

E’ assolutamente inconcepibile che in Italia si possa finire di vivere in un modo tanto assurdo.
Chi ha steso quel filo spinato, che ha spezzato il collo e la vita di una persona, non ha alcuna giustificazione per un gesto che riesce difficile non solo comprendere, quanto addirittura descrivere.

La Federazione Motociclistica Italiana chiede che i particolari della vicenda vengano chiariti nel più breve tempo possibile.
Non esiste alcuna giustificazione ad un gesto tanto violento. Qualunque sarà la spiegazione definitiva, oggi una intera comunità piange l’improvvisa e tragica scomparsa di un uomo. Restiamo in attesa di conoscere la verità, prima di ipotizzare azioni che possano tentare di incidere su un modo inconcepibile di considerare la vita umana.


Roma, 10 aprile 2007



Pubblicata il 09/04/2007



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