NOME UTENTE  PASSWORD Login  
Password dimenticata? Registrati RSS

Home » News » Moto e scooter

Nuove strade

"Dopo tanti anni passati in sella a supersportive, un giorno mi sono detto che era arrivato il momento di guardare oltre. E ho comprato una Triumph Tiger"


News Un giorno ho deciso di partire verso nuovi orizzonti. Orizzonti lontani, diversi da quelli che abitualmente ammiro. Per questo avevo bisogno di una buona viaggiatrice, comoda per macinare chilometri, pronta ad accettare di percorrere strade di ogni genere, compreso qualche sterrato, e in grado di portarsi dietro la giusta quantità di bagagli. La mia compagna a due ruote è diventata la Triumph Tiger. Ho percorso ben cinquemila chilometri in due mesi. E li ho percorsi tutti d’un fiato, alternando il normale utilizzo in città per andare a lavoro, alla vacanza con la mia compagna per il fine settimana. Con la Tiger si instaura subito, fin dai primi metri, un rapporto di fiducia, una costante sensazione di avere tutto sotto controllo, di poter guidare in scioltezza a prezzo di un limitato impegno fisico, godendosi il mondo che scorre attorno. La posizione di guida è azzeccata, con il busto dritto e il peso del corpo che non va a gravare sui polsi. Già questa è una piacevole sensazione per chi è abituato come me a sopportare gli indolenzimenti continui che caratterizzano la guida di una supersportiva. La sella in gel, installata come optional, è sufficientementa imbottita e anche dopo diverse ore non perde tono; l’unico appunto è che nella zona di raccordo con il serbatoio la si vorrebbe più stretta, per poter copiare con più naturalezza le svasature. I comandi, di ottima fattura, sono immediati nell’utilizzo; le leve al manubrio dispongono entrambe del registro di regolazione della distanza dalla manopola. Se si utilizza la Tiger soprattutto su strada conviene ritoccare leggermente la taratura delle sospensioni: si perderà qualcosa sul piano del comfort di guida, ma si guadagna molto in precisione e scorrevolezza. Sulla forcella ho aumentato di mezzo giro il registro in compressione: in frenata la moto tendeva a caricare eccessivamente l’avantreno; un giro di cacciavite anche per aumentare la risposta in estensione. Sul monoammortizzatore ho aumentato il precarico della molla, visto che nell’utilizzo in coppia la moto si “sedeva” troppo, e chiuso di mezzo giro il ritorno, attenuando la tendenza all’oscillazione che si avverte sui curvoni autostradali, quando la superficie stradale è imperfetta. Così facendo la moto è diventata più reattiva, nonché decisamente più precisa e godibile lungo i percorsi collinari. è anche più sportiva nella guida, pur senza aver smarrito il suo apprezzabile comfort. Il motore non manca certo né di coppia né di potenza: la prima incide positivamente limitando l’uso del cambio e i consumi. La potenza massima dichiarata di 114 CV sembra esserci tutta, anche se il tricilindrico potrebbe essere più grintoso: si apprezza maggiormente per la fluidità che sa regalare, abbinato al cambio morbido e preciso, ma un tantino rumoroso. Per ora mi sono fermato a 630 chilometri in giornata, ma punto senza mezzi termini a quota mille. E quando accadrà, il traguardo sarà toccato in coppia: da quando ho la Tiger la mia compagna non si lamenta più delle due ruote!

Il testo è di Amedeo Roma

Pubblicata il 03/02/2010



Inserisci un commento

Inserisci





Altre Notizie
Nuove strade

EuromotoEuromotoEuromotoEuromotoEuromotoEuromotoEuromotoEuromotoEuromotoEuromotoEuromotoEuromoto

Tutti i diritti riservati - Leditore srl - P.IVA 03847020967